Posizionamento Seo: il ruolo di Facebook e Twitter

Ormai da anni, webmaster e SEO specialist cercando di interpretare al meglio il ruolo rivestito da Facebook e Twitter nel posizionamento SEO di un sito o di una pagina, all’interno del motore di ricerca. Le teorie, diverse, sono state spesso mal interpretate.

Alla radice del problema ci sono le affermazioni controverse di Matt Cutts, che nel 2010 aveva sostenuto come uno dei fattori determinanti per il ranking di una pagina fossero i link di Twitter e Facebbok, che, nel particolare, venivano utilizzati da Google per le ricerche in tempo reale; il portavoce di Big G. sottolineava anzi come i programmatori si stavano spendendo per fare di questi link un uso anche più ampio all’interno delle ricerche sul web. Da quel momento ovviamente, tutti coloro che lavoravano a tempo pieno per ottenere buoni risultati di posizionamento, si dedicarono alla costruzione di pagine Facebook e Twitter accattivanti, in grado di generare tanti “pollici in su” o “cinguetii”: ma basterà questo per un posizionamento vincente?

Posizionamento: Matt Cutts fa chiarezza sull’algoritmo

Nel 2014, Matt Cutts torna sul legame esistente fra posizionamento e Social Network. Secondo le dichiarazioni del volto di Big G., i Social Network come Facebook e Twitter vengono trattati, dall’algoritmo che descrive il ranking, allo stesso modo di qualsiasi altra pagina presente sul web. In altre parole, se le pagine Twitter e Facebook sono indicizzate nella maniera corretta, vengono scansionate come ogni altra pagina web dai crowler di Google. In questo modo, Cutts scoraggia tutti coloro che avevano sino a quel momento pensato che avere tanti “Mi piace” potesse agevolare il posizionamento.

Contenuto social di qualità: l’algoritmo dice “Mi Piace”

Chi, analizzando i dati della concorrenza e studiando l’andamento delle pagine Facebook o Twitter, ha notato che all’aumento del numero di “Mi piace” o dei Tweet migliorava anche il pagerank, deve guardare ai social network come in correlazione con il successo, ma non come la causa di un buon posizionamento. Infatti, un buon apprezzamento sui social è generato solo quando i post pubblicati sono talmente fantastici ed interessanti da spingere al link, alla condivisione, al “Like”.

Ciò che l’algoritmo di Big. G legge, non è il “Mi Piace” ma il contenuto, e la sua presenza condivisa nelle pagine di diversi utenti, non fa altro che spingerlo a pensare che si tratti di un post di valore, che merita le prime pagine. Il pollice in su da solo non basta, è la condivisione virale a fare la differenza. Parola di Big G.

I fattori della viralità: qualità, interesse e authorship

I fattori che influenzano il posizionamento, oggi e probabilmente anche nel prossimo futuro, riguardano la qualità dei contenuti, che devono mantenere alto l’interesse tanto da spingere alla condivisione. Resta fondamentale la solidità dell’authorship ovvero l’autorevolezza riconosciuta a chi scrive.

Più authorship, miglior contenuto, migliaia di condivisioni: la ricetta giusta per conquistare consumatori e web è servita. Se pur conoscendo gli ingredienti non si sa bene come mescolarli basterà rivolgersi agli esperti Semca, gli chef della grande cucina SEO.

 

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